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La morte

La morte, la morte non lascia mai indifferenti. Quella degli altri chiaramente. Quando mi trovo in un periodo difficile e faticoso finisco fin troppo spesso col pensare alla morte. Stavo quasi per riuscire ad evitare questi pensieri, nonostante sia piuttosto difficile il periodo che sto passando.E poi. E poi la morte arriva e non puoi farci nulla. E' venuta a cercarmi lei questa volta. Prima uccidendo in un incidente una donna, la conoscevo poco ma mi piaceva. 36 anni.Sono dispiaciuta di più per la sua famiglia, e per suo figlio. Non sono dispiaciuta tanto per lei. Non so se posso esserlo, è inutile chiedermelo. Credo in molte cose dopo questa vita. Ma di nessuna ne avrò la certezza fino a quando non capiterà a me.Perchè dunque preoccuparmi di dove vanno i non più vivi? E poi, dopo una sola settimana la morte della nonna che mi era rimasta. 84 anni, alzheimer avanzato, non si alzava dal letto da settimane. Non riconosceva più nè il suo compagno di vita nè i suoi figli. Cosa può esserci di peggio? Io non sono dispiaciuta per lei. Perchè dovrei esserlo? La sua vita l'ha avuta. L'ha uccisa la vecchiaia. Cosa sono? Un mostro? E ora, i pensieri di morte non mi abbandoneranno tanto facilmente.

Pubblicato il 27/5/2007 alle 13.7 nella rubrica Diario.

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